Feriti
Le condizioni dei soldati nel conflitto sono spesso drammatiche: sono pochi nutriti e su alcuni fronti, come quello dell’Africa, soffrono anche la sete. Lo stesso equipaggiamento si rivela inadatto, passando dal caldo torrido del deserto libico al freddo gelido del fronte orientale o dei Balcani. Malattie come la malaria, il tifo o la tubercolosi sono nemici implacabili, al fronte e in prigionia. Ai soldati ammalati, si aggiungono ovviamente i feriti e i mutilati in combattimento, colpiti da pallottole e da schegge di granate.
Numeri
Numero totale di militari
Percentuale di militari rispetto al totale
IN CHE REPARTI SI REGISTRANO IL MAGGIOR NUMERO DI FERITI?
La visualizzazione del grafico evidenzia chiaramente come il numero di feriti sia stato più elevato nei reparti di fanteria e degli alpini. Le due armi dell’esercito italiano dove erano inquadrati per la maggior parte i soldati trentini impegnati nei combattimenti sui vari fronti.
Come leggere il grafico?
Ogni segmento del grafico radiale rappresenta un’arma. La lunghezza della barra e l’intensità del colore sono proporzionali al numero di soldati coinvolti: più lunga e scura, maggiore è il numero di soldati per quell’arma.
QUAL È LA CLASSE DI LEVA CON PIÙ FERITI?
In questo grafico sono rappresentati i soldati feriti suddivisi per anno di nascita. Il numero maggiore di feriti si registra sul fronte greco-albanese e la successiva occupazione dei Balcani. Se confrontiamo però le forze in campo, la percentuale più alta di feriti si verifica sul fronte dell’Africa settentrionale con circa il 15% di soldati trentini feriti sul numero totale di militari impiegati.
Come leggere il grafico?
Ogni barra rappresenta il numero di soldati per un determinato anno di leva. L’altezza della barra è proporzionale al valore.