Internamento
All’indomani dell’8 settembre 1943, i tedeschi catturarono circa un milione di soldati: di questi, 650.000 diventarono internati militari italiani (IMI), sparsi nei lager realizzati nei Balcani, in Germania, in Polonia e in Francia. Un’esperienza che coinvolse 10.000 trentini. Tra i 50.000 soldati italiani morti in mano nazista, furono circa 800 gli internati trentini vittime della fame, degli stenti, delle malattie (in specie la tubercolosi), delle violenze compiute dai tedeschi e dei bombardamenti alleati.
Numeri
Numero totale di militari
Percentuale di militari rispetto al totale
IN CHE REPARTI SI REGISTRANO IL MAGGIOR NUMERO DI INTERNATI?
Dopo l’8 settembre 1943 i soldati catturati e internati dai tedeschi appartenevano soprattutto alla fanteria, ma anche ai reparti di alpini e artiglieri. Queste erano infatti le principali armi dell’esercito in cui erano inquadrati i trentini.
Come leggere il grafico?
Ogni segmento del grafico radiale rappresenta un’arma. La lunghezza della barra e l’intensità del colore sono proporzionali al numero di soldati coinvolti: più lunga e scura, maggiore è il numero di soldati per quell’arma.
DIETRO LE QUINTE
QUAL È LA CLASSE DI LEVA CON PIÙ INTERNATI?
Come si evince dal grafico, rispetto ad altre esperienze, l’internamento rappresenta una condizione trasversale a varie classi di leva. I trentini vengono catturati per il 40% sul territorio nazionale, il 35% nei Balcani e quasi il 20% nei territori occupati francesi.
Come leggere il grafico?
Ogni barra rappresenta il numero di soldati per un determinato anno di leva. L’altezza della barra è proporzionale al valore.
UNA STORIA DALL’ARCHIVIO
Un fumetto di Mattia Franceschini, tratto dai materiali dell’Archivio della Scrittura Popolare